Tutti conoscono Groupon, uno dei siti di gruppo d’acquisto più famosi al mondo. Lanciato a novembre a Chicago, l’idea alla base del sito è semplice: acquistare con forte sconto un prodotto/servizio in cambio di acquistarlo prima e con delle specifiche già concordate. Per intenderci, comprate una cena in un ristorante a 20 euro, sapendo già cosa potrete ordinare e consumare.
Nell’aprile 2010 questo modello di business le ha valso una valutazione di 1,35 miliardi dollari. Non male. Tanto che anche Google aveva deciso di acquistarla ma ricevendo un rifiuto dal suo creatore. Nel novembre del 2011, a 2 anni quasi esatti dalla sua fondazione, Groupon entra in borsa con una IPO di 700 milioni di dollari. Il risultato diciamo che non è stato dei migliori ma, al di là dell’infelicità iniziale degli investitori, ad oggi il fatturato è cresciuto nuovamente. In un momento di crisi generale si sa che ognuno è sempre alla ricerca di uno sconto no?
Ma il numero sempre crescente di persone che ordinano lo stesso coupon, a fronte di centri alle volte molto piccoli che non sono così in grado di rispondere correttamente alla domanda, hanno fatto sì che nel tempo Groupon abbia avuto non pochi grattacapi, anche in Italia. Ora però ritorna con un’idea senza dubbio originale, forte dei contatti instaurati con tanti ristoranti contattati negli anni e dell’acquisizione di Savored.com (sito per prenotazioni online): Groupon Reserve.
Il principio è semplice: non occorre acquistare prima voucher o coupon, basta prenotare un tavolo attraverso questo servizio per ottenere comunque una promozione o uno sconto. Siamo di fronte alla rinascita di Groupon? Stiamo a vedere, al momento il servizio è in funzione ad Atlanta, Boston, Chicago, Denver, L.A., Miami, N.Y., Philadelphia, San Francisco e Washington D.C. ma con l’intenzione di estendersi a macchia d’olio entro la fine del 2013.